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L’ISOLA DEL TESORO

Se Stevenson fosse stato un climber non avrebbe avuto dubbi.
La Sardegna ci accoglie e ci mostra tutta la sua bellezza. Non solo mare, ma una quantità di calcare da sogno impressionante. Niente di nuovo, chiaramente, tutti i climber conoscono ciò che questa isola ha da offrire… Ma non importa, celebriamola ancora un po’!

In apertura sul 6° tiro di: "Un'altra all'Oddeu"

In apertura sul 6° tiro di: “Un’altra all’Oddeu”

La partenza non è delle migliori, infatti i primi due giorni siamo costretti a temporeggiare per la pioggia, che mancava da quasi un anno. Riusciamo però in una mezza giornata di tregua a trovare l’attacco e la linea di una potenziale nuova via. Il giorno dopo con il sole e tanta motivazione partiamo di buon ora per il famoso Monte Oddeu, percorriamo 5 tiri e a causa della brevità delle giornate di questo periodo siamo costretti a lasciare l’ultimo tratto con una placca molto compatta da risolvere per il giorno successivo. Alle prime luci ci svegliamo così da poter sfruttare la giornata il più possibile. Risaliamo e liberiamo i tiri del giorno precedente e con qualche numero da circo passiamo la placca e l’ultimo tiro, ritrovandoci in cima in un posto meraviglioso. Nasce così: “Un’altra all’Oddeu”, via interessante che corre nell’unico spazio rimasto libero sull’inflazionata parete.

Passiamo un paio di giorni a sfogare la voglia di scalare in falesia e a conoscere i local, cercando di strappare qualche info su posti da chiodare. Trascorriamo le nostre serate in allegra compagnia conversando con i soliti discorsi da climbers, Gianfranco Boi si lascia scappare dei nomi e noi, indagando ancora un po’, alla fine della serata non abbiamo dubbi sul programma del giorno seguente.
La mattina dopo partiamo armati di seghetto e macete per un sopralluogo e verificare l’accesso, in quanto farsi strada tra gli arbusti ed i rovi a volte, da queste parti, è peggio che fidarsi del cliff mentre stai bucando.
Arriviamo alla base della fascia rocciosa dopo circa 40 min di cammino e scopriamo il nostro TESORO.
Molti prima di noi e tutt’ora continuano a chiodare senza che si sappia niente, forse perché non vogliono suonare troppe campane o forse perché ormai assuefatti dalle possibilità offerte da così tanta roccia vergine. A noi, però è sembrato opportuno manifestare lo stupore e la felicità che abbiamo provato ad arrivare sotto questa parete intonsa… Increduli di ritornare bambini e rincorrendoci, quasi ostacolandoci, per cercare di arrivare primi sotto la parete e scorgere la linea… con il cuore in gola non tanto per il correre, ma per la paura di trovare uno spit di qualcun’altro… E invece no: tutto, tutto per noi!

Roccia da sogno sulla: "Via di Fede"

Roccia da sogno sulla: “Via di Fede”

Tutta questa emozione ha prodotto le prime due linee di questa parete: “Lo spigolo di Sara” e “La via di Fede” nella valle del Lanaitto. Vie intorno ai 100 metri di altezza, non difficili, dove però è meglio non dimenticare i friends a casa. (I nomi sono i sinonimi del nostro tesoro). Felicissimi di aver aperto le danze in questo settore, non vediamo l’ora di tornarci e continuare la nostra lotta con il trapano in una mano e la buona Fede nell’altra.

Un grazie doveroso alla Sardegna, a Gianfranco, Ugo e Giacomo che ci hanno svelato perle preziose e a Totore e Pipina veri custodi del gusto.

Guida Alpina Marco Majori

con Marco Farina e Maurizio Giordano

Dal 13 al 23 Novembre 2017

Relazione della nuova via: "Un'altra all'Oddeu"

Relazione della nuova via: “Un’altra all’Oddeu”

Il percorso delle vie nel settore: "Isola del Tesoro"

Il percorso delle nuove vie nel settore: “Isola del Tesoro”

Relazione della via di Fede

Relazione della via di Fede

Relazione dello Spigolo di Sara

Relazione dello Spigolo di Sara