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GRAND PILIER D’ANGLE 4243m via Divine Providence

Tutti i tracciati della parete

Tutti i tracciati della parete in giallo: Divine Providence

Rossa= Walter Bonatti e Cosimo Zappelli (dal 22 al 23 Giugno 1962). Difficoltà: ED- Lunghezza: 750 m. Fino alla cima del M. Bianco: 1350 m

Verde= Walter Cecchinel e Georges Nominé (dal 16 al 17 Settembre 1971). Difficoltà: V/V+/ED Lunghezza: 750 m. Fino alla cima del M. Bianco: 1350 m

Gialla= Via Divine Providence. Patrick Gabarrou e Francois Marsigny (dal 5 all’8 Luglio 1984). Lunghezza: 900 m. 1500 m fino alla cima del M. Bianco. Difficoltà: EX, 7a obbl. Azzurra= Via Faux pas, Jan Fijackowski e Jaclk Kozaczkiewicz (dal 6 al 10 Agosto 1983). Difficoltà: IV+/A1/ED- Lunghezza: 900 m. Fino alla cima del M. Bianco: 1500 m Rosa= Walter Bonatti e Toni Gobbi (dal 1 al 3 Agosto 1957). Difficoltà: V+/A1/ED- Lunghezza: 900 m. Fino alla cima del M. Bianco: 1600 m Bianca= Via diretta Cecoslovacca, Rudolf Haiducik, Jaroslav Jasko e Ondrej Pochyly (dal 19 al 22 Luglio 1984). Difficoltà: VI+/A2/EX- Lunghezza: 900 m. Fino alla cima del M. Bianco:1600 m Nera= Via Polacca, Eugeniusz Chroback, Tadeusz Laukajtys and Andrey Mroz (dal 19 al 22 Luglio 1984). Difficoltà: VI+/A2/A3/EX- Lunghezza: 800 m. Fino alla cima del M. Bianco: 1400 m Blu= Walter Bonatti e Cosimo Zappelli (dal 11 al 12 Ottobre 1963). Difficoltà: V+/TD+ Lunghezza: 600 m. Fino alla cima del M. Bianco: 1050 m

Relazione 

Data: dal 30 Luglio al 02 Agosto 2013 Ripetitori: Marco Majori e Bruno Mottini. Attrezzatura: NDA, 2 serie di Friends dal n° 0,3 al 2 (camelot), 1 Friend n° 3 e 1 serie di micro, serie di nuts dal n° 4 al n° 10. La nostra strategia: Giorno 1: In tarda mattinata raggiungere il rif. Torino con la funivia da Courmayeur e da qui proseguire fino al bivacco della Fourche. (2-4 ore) Giorno 2: Alle prime luci iniziare le doppie (4 da 25 m) fino al ghiacciaio della Brenva. Attraversarlo e risalire il Col Moore. Da qui con altre 4 calate da 25 m e qualche facile trasferimento in conserva tra una e l’altra (tendenzialmente verso sinistra faccia a valle) si raggiunge il ghiacciaio inferiore della Brenva e in pochi minuti il punto più basso del Pilier d’Angle. Noi abbiamo attaccato circa 60 m più a sinistra, dopo il piccolo nevaio che rimonta sulla parete, lungo una rampa in obliquo verso sinistra. Al termine di questa (25 m) seguire una cengia orizzontale verso destra e al suo termine proseguire, ricercando le minori difficoltà, in direzione di un evidente camino strapiombante. Dopo circa 8 tiri medio/lunghi (max. 5c, 300 m), i primi obliqui verso sinistra e poi tendenti a destra, si arriva al camino. Questo essendo spesso bagnato, va passato alla sua destra, giungendo alla sosta, posta proprio sopra la verticale dello strapiombo (6b, 40 m). Si continua per altri 2 tiri (6a, 30 m e 5b, 20 m), attraversando a destra ed ignorando un chiodo ancora a destra per poi puntare alla base dello scudo rosso. Parecchie le cenge per un discreto bivacco. (9-11 ore) Giorno 3: Attacchiamo lo scudo quando è completamente illuminato dal sole. Troviamo tutti i tiri in condizioni perfette. Di seguito la relazione. Usciti dalle difficoltà, si continua per circa 200 m, tendendo verso la parete nord e seguendo poi il filo di una cresta fino ad arrivare alla cima del Pilier d’Angle (eventualmente posto da bivacco). Questa ultima parte è stata salita completamente con le scarpette d’arrampicata, in parte a tiri ed in parte in conserva lunga (max. IV°). Dalla cima, dopo 600 m lungo la cresta di Peutérey si esce in punta al Bianco di Courmayeur (4765 m) e poi si continua, passando per la cima del Monte Bianco (4810 m), fino al bivacco Vallot (4362 m). (11-14 ore) Giorno 4: In mattinata si scende via Gouter (o Gonnella) fino al Nid d’Aigle (3-4 ore). Da qui poi con treno fino a La Fayet e alla civiltà!

Relazione di: Marco Majori Guide Alpine Bormio www.guidebormio.com

Divine Providence-Scudo

Topo: M. Majori

Note:

  • E’ una salita fantastica, complessa e molto faticosa.
  • Affrontarla in condizioni di alta pressione stabile prolungata. Ritirata non consigliabile!
  • Per affrontare questa via bisogna essere molto ben allenati e capaci di muoversi in terreno di alta montagna.
  • L’avvicinamento è complesso e pericoloso soprattutto nella zona del Col Moore.
  • Percorrere lo zoccolo basale (circa 400 m) richiede esperienza, per non trovarsi fuori via (altre possibilità, che però potrebbero rivelarsi più complicate). Poche le protezioni in loco in questo tratto. Soste per lo più da attrezzare.
  • All’inizio delle difficoltà su roccia occorre essere abituati a non proteggersi molto. Il gran diedro e il tetto finale si possono salire in artificiale semplice (A1), mentre il resto ti obbliga ad arrampicare in libera.
  • Per raggiungere la cima del Pilier d’Angle bisogna fare attenzione alla roccia molto instabile ed eventualmente al ghiaccio.
  • La cresta di Peuterey è uno scivolo di neve e ghiaccio attorno ai 50° sul quale bisogna rimanere molto concentrati.

Foto:

Bivacco sotto lo scudo

Bivacco sotto lo scudo

Sul 1° tiro dello scudo

Sul famoso diedro strapiombante di 7c

Sul famoso diedro strapiombante di 7c

Cima!

Cima!

Ringraziamenti:

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